Ciao a tutti

Per una serie infinita di disservizi, ho scelto di spostare il mio blog su un’altra piattaforma.

D’ora in poi mi troverete qua:

http://ipensieridicatherine.blogspot.com/

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Programmi

Vuota.
Svogliata.
Triste, tanto triste.
Solo parole scritte.
Nessun conforto dalla tua voce.
Programmi fatti da tempo.
Distrutti in un secondo.
Un groppo in gola sempre più grande.
Gli occhi tristi,sempre più umidi.
La bocca non sorride.
Esprime rabbia,esprime delusione.
Speravo di sentire almeno la tua voce.
Anche se posso immaginare quale sarà il tuo tono.
Pensavo di esserci arrivata.
Il traguardo era vicino.
Ora si sposta lontano.
Un tempo indefinito.
Che ora mi appare insopportabilmente lungo.
Hai ragione tu:
è inutile fare programmi.
Il nostro domani non siamo noi a deciderlo.

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Mi manchi

Fermati.

Dove sei ora.

Fai sparire tutti.

Io farò lo stesso.

Sospendiamo questo attimo.

Voglio solo te.

Voglio essere egoista.

Voglio solo noi.

Troppi giorni lontani.

Un’assenza a cui non mi abituo.

Una mancanza reciproca.

Un pensiero reciproco.

Forte.

Continuo.

Mi manchi.

Ed è un urlo silenzioso.

Nella mia testa.

Mi manchi.

Ed è un sussurro condiviso.

Dai nostri cuori lontani.

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Fammi del male

 

 

 

Un silenzio lungo.

Problemi rimasti indietro.

Ma solo per te.

Per me sono passati oltre.

E mi preoccupo.

Per noi.

Guardo le foto.

Le vostre.

Mi faccio tante domande.

E ogni risposta è una coltellata.

Lo farai.

Me lo dirai.

Non so quando, ma accadrà.

E mi farai soffrire.

E non potrò farci niente.

Perché ci sono già dentro.

Ci sono troppo dentro.

Se lo devi fare, fallo presto.

Fallo solo per me.

Fammi del male.

Fallo perché è necessario.

Lasciami libera di volare.

Senza di te.

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Quattro

I miei piedi.
Il mio respiro.
I battiti del mio cuore.
I battiti della mia musica.
Forte, nelle orecchie.
Gli occhi non vedono fuori.
Leggono dentro di me.
Sono in mezzo agli altri.
Ma ci sono solo io.
Che corro.
Al mio ritmo.
Come se fossi ipnotizzata.
Quattro chilometri tutti d’un fiato.
Per ritrovare il sorriso.

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Silenzio assordante

Sei un vuoto.
Una mancanza.
Un’assenza pesante.
Un’ora di serenità
in mezzo a due giorni di silenzio
sempre più assordante.

E ogni giorno che passa
inventi il domani
inventi un futuro.
E lo immagini
insieme a me,
in attimi rubati
sempre più lunghi
sempre più importanti
sempre più nostri.

E ogni giorno che passa
riempio i miei secondi
del pensiero di te
e cerco di fare in modo
che la tua assenza
non diventi un’abitudine.

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Promesse silenziose

 

Parole.

Per distrarci.

Per fingere normalità.

Parole.

Per rivivere.

Per cercare conferme.

Mai così.

Con quell’incoscienza.

Mai così.

Con quell’urgenza.

Era quello che volevamo.

Più di ogni altra cosa.

E’ quello che vogliamo ancora.

Più di ogni altra cosa.

Sorrisi nascosti.

Sguardi rubati.

Un segreto fra noi.

Un’intesa solo nostra.

Ti sfioro.

Mi sfiori.

Elettricità.

Brividi profondi.

 

Il desiderio è ancora lì.

Intatto.

Inevitabile.

E forte.

Come le nostre promesse silenziose.

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Per sempre.

Ho voglia di te.

Ho voglia di sentirti.

Ho voglia di parlarti.

Ho voglia di toccarti.

Ho voglia di allungare una mano

e trovarti.

Ho voglia di buttare uno sguardo

e incontrare il tuo.

Ho voglia di avere un pensiero

e poterlo confrontare con te.

Subito.

Un bisogno fisico.

Un bisogno mentale.

Sempre più intenso.

A volte doloroso per la sua forza.

Cercarsi.

Pensarsi.

Trovarsi.

Viversi.

Più che si può.

Rubando minuti che non appartengono a noi.

Ma che diventano nostri.

E solo nostri per sempre.

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Breve intensità

Poche parole.

Basta uno sguardo.

Respiri sommessi.

Sussurrati.

Rubati l’uno all’altro.

Un’intesa speciale.

Nel buio.

Un bisogno.

Brividi condivisi.

Conseguenze.

Incoscienza.

Incubi. Sogni.

Le mani.

La pelle.

Un fruscio.

Un lamento.

Un forte desiderio.

La sua soddisfazione.

Con breve intensità.

 

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Bentornato

E nel momento stesso

in cui il coraggio

mi permette

di guardarti negli occhi

io capisco.

Che mi sei mancato.

Che è te che voglio.

Che non ti voglio perdere.

Che mi farò bastare quello che posso avere

di te

di noi.

E con calma ti dico tutto:

le mie paure,

la mia fuga.

E con calma mi dici tutto:

il tuo pensiero fisso,

il tuo dolore.

E dopo tutte queste parole,

finalmente liberi,

ci guardiamo negli occhi.

E ci perdiamo

in un abbraccio disperato.

Come la nostra paura di perderci.

Ora che ci siamo ritrovati.

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